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Dove trovo le idee per i miei contenuti

«Davide, ma dove trovi le idee per i tuoi contenuti?»

Nuova domanda, nuova puntata: oggi vi porto in una visita guidata nell’archivio segreto dei miei contenuti.

Se ve lo immaginate come una cassaforte o come una struttura a cavallo tra il deposito di Paperon de Paperoni e Fort Knox, vi sbagliate.

Assomiglia più a uno scrigno segreto.

Oggi ve lo voglio mostrare…

In principio, come tutti, gestivo i miei social molto alla giornata, molto nel “qui e ora” e senza grande pianificazione.

Del resto… il mio primo social era MySpace e i tempi della progettualità dei social, delle rubriche e dei loro contenuti era ancora da venire.

Avevo già da anni un blog su BlogSpot, prima di migrare tutto sul mio sito personale, davidegiansoldati.it, ma anche lì scrivevo quando capitava: mi veniva in mente un contenuto che avevo voglia di condividere, lo scrivevo e pubblicavo.

Era il caso a guidare il mio piano editoriale, non io.

Poi ho iniziato a dare struttura a tutta la mia comunicazione e a tutta la mia presenza online, sia sul sito che sul blog, e il primo passo di cui vi ho parlato anche nelle scorse puntate del podcast (e negli scorsi articoli) è stato pensare agli argomenti e dare vita alle rubriche.

Il passo successivo è iniziare a pensare in anticipo a cosa scrivere nelle prossime settimane.

È una domanda di cui dobbiamo farci carico sapendo che implica responsabilità, impegno e costanza.

Del resto la creazione stessa del nostro piano editoriale, che abbraccia i diversi canali con cui comunichiamo, è già una sorta di contratto che sottoscriviamo, un patto implicito con chi ci legge e che aspetta ogni settimana il contenuto successivo, che è anche parte del motivo per cui ci seguono.

Forse per qualche settimana possiamo cavarcela improvvisando i contenuti o trovando qualcosa da dire a pochi minuti dalla pubblicazione, ma vi assicuro che, oltre a essere una situazione che alza il livello di stress e di pressione, è totalmente inefficiente.

L’approccio corretto è portarsi avanti, giocare d’anticipo, che non significa pianificare, certo c’è anche quella fase ma accade dopo.

Vi ho già parlato della mia modalità discovery ed è questo l’atteggiamento corretto: il retro pensiero che ci deve fare compagnia tutto il giorno, tutto il tempo, come se fosse la nostra copertina di Linus.

Sostanzialmente la modalità discovery fa di noi una specie di “spazzino” o di “raccoglitore seriale e compulsivo”: prima di tutto raccogliamo, perché se ci siamo soffermati a osservare qualcosa, significa che quel qualcosa è degno di nota e ha catturato la nostra attenzione.

Se è qualcosa che vediamo in strada, scattiamo subito una foto o facciamo un breve video e immortaliamo quell’immagine o quella scena; se leggiamo qualcosa su uno dei social archiviamo la notizia o facciamo uno screenshot da pc o da smartphone.

Una volta che entriamo in questa modalità, tutto intorno a noi può diventare una sorgente per popolare il nostro scrigno segreto di contenuti.

Guardiamo una serie su Netflix, una frase ci colpisce, mettiamo in pausa la serie o il film e la memorizziamo; c’è un concetto che ci piace su un video su YouTube o in un podcast e ne prendiamo nota; leggiamo su Kindle e, una volta arrivati alla fine del libro, esportiamo tutte le parti sottolineate in pdf grazie alla funzione interna all’e-reader.

In sostanza per rispondervi in una sola parola alla domanda “dove trovo le idee per i miei contenuti”, la risposta più semplice è ovunque.

Non conta il dove in questo caso, perché il dove può verificarsi in qualsiasi situazione o contesto, la domanda più importante è cosa ne faccio di quel contenuto.

Quel contenuto finisce nel mio scrigno segreto dei contenuti, ma prima… prima passa da un’area di parcheggio altrettanto importante, quella in cui lo valuto e lo classifico.

Di solito non accade mai durante il processo di raccolta, perché in queste situazioni non c’è quasi mai tempo per questa fase di classificazione.

In quel momento è molto più importante non farsi sfuggire il concetto, l’idea, l’intuizione, ci sarà sempre tempo dopo per dare un senso a istantanee di vita colte al volo.

Nella fase di classificazione, archivio i miei contenuti sia in funzione delle rubriche che già oggi gestiscono sui diversi canali, sia con una chiave prospettica in cui immagino che un certo tipo di contenuti potrebbe servirmi un domani.

Il grosso del lavoro lo faccio fare a Google Drive: uso un account dedicato che contiene tutti i miei contenuti.

Qui ci sono pdf, immagini, video, link, screenshot, riferimenti audio e ogni altra forma di contenuto multimediale.

Ho una cartella su Google Drive che chiamo “da classificare”: è la mia area parcheggio dove appoggio temporaneamente i contenuti in attesa di essere valutati.

Una volta stabilito come archiviarli, li salvo nella cartella che meglio rappresenta il singolo contenuto, ricordatevi che a ogni contenuto potete aggiungere una descrizione.

Ho scelto di archiviare tutti i miei contenuti su Google Drive, perché grazie al potente motore di ricerca interno, riesco anche a ritrovare frasi presenti all’interno dei pdf e in molti casi anche immagini. 

Quindi tutte le volte che alla fine di un libro letto sul Kindle io esporto note ed evidenziazioni, alimento il mio archivio con centinaia di micro contenuti pronti per essere rielaborati nei miei post e articoli.

Prima iniziate a costruire il vostro archivio personale di contenuti, prima risparmierete tempo nella costruzione dei vostri contenuti.

Ad esempio, mentre scrivo una puntata di un podcast mi vengono delle idee per una o più puntate successive… così apro al volo nuovi file in cui mi appunto qualche idea veloce e intanto mi porto avanti.

In questo momento, guardando in avanti la pianificazione dei miei contenuti, ho già la bozza di 6 nuove puntate del podcast e di ben 10 articoli per il blog.

Questo significa giocare d’anticipo nella nostra creazione di contenuti, questo significa costruire in anticipo mesi e mesi di contenuti e comunicazione e quel contenuto che vi siete costruiti settimana dopo settimana ha un valore inestimabile.

Ad esempio, per darti qualche numero: nel mio archivio ci sono:

  • quasi mille citazioni organizzate per temi e argomenti;
  • oltre 200 libri archiviati per area e contenuto;
  • un centinaio di pdf e contenuti da cui prendere spunto.

Insomma solo con questo materiale potrei andare avanti per anni a creare contenuti.

E voi siete pronti a fare lo stesso?

Ricapitolando:

  • La chiave del successo dei tuoi contenuti online passa prima di tutto da una fase di raccolta, hai bisogno di metterti in ascolto di tutto quello che succede attorno a te in ogni momento e di cogliere quel qualcosa che potrebbe un domani esserti utile.
  • Salva subito questo contenuto per non perderlo, puoi usare un quaderno, un block notes, lo smartphone.
  • In ultimo, classifica e organizza quel contenuto nel tuo archivio personale.

Inizia subito con questa routine.

Il tuo Google Drive sarà il tuo scrigno prezioso, la fonte del tuo successo futuro.

Prima inizi ad alimentarlo, prima diventerà utile e prezioso e soprattutto ti farà risparmiare tanto tempo, diventando sempre più veloce ed efficace.

Ascolta “#85. Dove trovo le idee per i miei contenuti” su Spreaker.

Photo by Ashin K Suresh on Unsplash

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